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“VOGLIO SVEGLIARE L’AURORA” – PRIMI VESPRI DI AVVENTO.

5 Dic 2018
equipe

Il sole tramonta sul primo giorno di dicembre e la Chiesa si prepara ad avanzare in un nuovo anno liturgico, un nuovo anno di ascolto, un nuovo anno di grazia. Mentre nel mondo il buio invernale avvolge le strade, le case…e anche un po’ i cuori, dentro la Chiesa s’accende una timida luce di speranza, un esordio di buone notizie: “Ecco, il Signore viene a svegliare la tua aurora”! Questa è l’atmosfera che ha accolto e guidato nelle preghiera le centinaia di giovani convenuti nella Chiesa Madre di Avola per il tradizionale appuntamento alla vigilia dell’Avvento.
La celebrazione dei Primi Vespri (che anticipano e preparano ogni festa nella Chiesa) presieduta dal Vescovo Antonio, è stata la felice e significativa trama in cui si sono innestate: la bellissima catechesi tenuta da suor Katia Roncalli sul brano della I Lettera ai Tessalonicesi (Lettura breve della liturgia), il mandato della luce (rappresentato nel piccolo segno luminoso della veglia) e la consegna agli Assistenti vicariali della Pastorale giovanile del nuovo formulario della “Messa per i giovani”.
Dopo la recita dei salmi e la lettura del brano biblico, Suor Katia – con una forza e una decisione quasi profetici – ha “gridato” ai giovani un potente: «sveglia!», per destarli dai “sonni” della superficialità, della diffidenza, della durezza, della mediocrità e della dipendenza; per poi invitarli a svegliare la propria terra, le proprie parrocchie, le proprie famiglie, le proprie amicizie, le storie d’amore e anche – suscitando un fortissimo applauso – il vescovo, i preti e le suore, chiedendo loro di tornare ad essergli padri e madri nella fede! Ma «se prima ognuno di noi non comincia ad accendere la sua aurora – con queste parole don Peppe ha affidato il piccolo segno luminoso ai presenti prima del canto del Magnificat – nessun mattino nuovo potrà splendere nel mondo e nella Chiesa. Siate da stasera un cielo capovolto: splendete come astri sulla terra». 
Al termine della liturgia, il Vescovo dopo aver accordato i cuori e le preghiere di tutti nelle parole del brano “Portami via” di F. Moro, ha ufficialmente consegnato alla Diocesi il nuovo formulario per la “Messa dei giovani”, che «nasce dall’urgenza di rifondare e sostenere l’opera evangelizzatrice delle parrocchie, dei gruppi, delle associazioni e dei vari organismi che, nella nostra Diocesi, faticano a servizio delle nuove generazioni cristiane. Infatti, se da una parte il lavoro con i giovani richiede tempo, impegno, creatività ed empatia, dall’altra le nostre fatiche rischiano di soccombere in uno sterile attivismo pastorale se non sono sostenute da “Colui che in tutto ha potere di fare molto più di quanto possiamo domandare o pensare” (Ef 3,20). Da sempre, l’orazione e l’evangelizzazione sono i due momenti di cui vive e ad un tempo si esprime la Chiesa, e mentre la nostra società esige un sempre maggiore impegno testimoniale nella vita attiva, ad esso devono corrispondere più grandi slanci verso quella contemplativa. Lo stesso Concilio ci ha ricordato che tra le opere della Chiesa, solo la Liturgia è ineguagliabile per efficacia (vd. SC 7), e se questo principio vale per la prassi pastorale ordinaria, ancor di più esso ha valore nello straordinario lavoro con i giovani» (dalla Presentazione del Sussidio).
Avviandoci in questo tempo nuovo per la nostra Chiesa, infine, affidiamo il nostro servizio diocesano alle vostre preghiere, affinché la delicata opera evangelizzatrice dei giovani della nostra Diocesi, sotto lo sguardo materno di Maria, possa progredire alla sequela del Cristo “eternamente giovane” (s. Paolo VI) che è sempre lo stesso «ieri, oggi e sempre» (Eb 13,8).

 

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