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Mons Staglianò scrive ai giovani che incontrerà sabato 30 aprile. Si può ritrovare: “la voglia di sorridere e di perdonare”

24 Apr 2016
Redazione

Carissimi Giovani,gdgstagliano
alcuni testi di Sanremo 2016 sono di grande spessore culturale, capaci di intercettare problemi veri dell’umano di oggi, omologato e inebetito, mentre “cala il vento, nessun dissenso, di nuovo tutto tace” e gli “stupidi sensi di colpa per quel desiderio di piacere” che conferisce primato all’occhio dell’altro (in questo caso il maschio versus il “sesso debole”) puntando più su quello che gli altri devono vedere della propria bellezza che non su ciò che veramente si è e conta e vale: “la debolezza di essere ancora come la vogliono gli altri”. Grande Noemi! Ritorna con nuovi accenti a scandagliare le difficoltà dell’umano (ciò che interessa la donna, interessa la relazione umana) con nuovi accenti rispetto a Vuoto a perdere. Più poesia, per dire che, dentro le difficoltà, si può descrivere la grandezza del dramma umano, nel tempo che passa, e “non si può fermare” e che si porta via inverni, nuvole, dubbi e miracoli. Svanisce la bellezza di cui non si è mai contenti in nessuna età (e “dopo” capisci quanto eri bella prima e non lo capivi). Intanto tutto ciò che negli anni si è smarrito, . Certo, tutto è precario, fragile, incostante, anche l’amore. Tuttavia la memoria è come un’invocazione dal di dentro alla durata che l’amore esige: “pensavi che ci fosse rimasto un po’ di spazio per un altro amore. Invece, nella borsa di una donna, non c’è posto per dimenticare”. Interessante, santa giornata +don Tonino

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