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VEGLIA D’AVVENTO CON I GIOVANI DELLA DIOCESI DI NOTO

9 Dic 2017
equipe

“HAVE NO FEAR”

Vincere le paure

In una Basilica Cattedrale affollata di giovani provenienti da ogni parte della Diocesi, si è svolta sabato scorso, 2 dicembre, la Veglia sul tema “HAVE NO FEAR” (non avere paura). La Veglia ha avuto tre momenti: l’introduzione, la meditazione proposta dal francescano, Fra’ Mattia, della quale riportiamo una sintesi, e le conclusioni del Vescovo, il quale al termine del momento di adorazione, è intervenuto pregando ad alta voce. “Visto che di paure si è parlato, ha detto Mons. Staglianò, condivido con voi quale è la mia più grande paura: la paura della morte”. Mentre da giovane, ha proseguito, non ci facevo caso, adesso con l’avanzare dell’età, ne ho sempre più paura”. La consapevolezza di ciò l’ho avuta dapprima con la morte di mio fratello, giovane, che in un lampo se n’è andato, quindi con la sofferenza e la morte di mio padre”. Proprio oggi, ha proseguito, ho avuto la notizia dell’improvvisa scomparsa di una mia giovane cugina canadese, Daniela, che si è suicidata”. Al termine il Vescovo Antonio ha augurato ai giovani buon cammino d’Avvento, orientando la loro riflessione sulla ricerca del senso della vita. Nel , parafrasare la canzone di Vasco Rossi, “voglio trovare un senso a questa vita / anche se questa vita un senso non ce l’ha” , ha anticipato la sua idea per la realizzazione di uno spot per l’associazione coletta che a Natale attraverso la vendita di panettoni, opererà una raccolta di fondi per la costruzione di pozzi nel Burkinafasu. Anche dando un senso all’acquisto di un panettone, si può testimoniare l’amore per chi è stato meno dotato di noi.

 

DICHIARAZIONE ALLA STAMPA DEL DIRETTORE DI PASTORALE GIOVANILE 

A Conclusione dell’evento, il Direttore dell’Ufficio per la Pastorale Giovanile Don Rosario Sultana ha rilasciato la seguente dichiarazione.

“La veglia dei giovani non è stata solo un momento di preghiera in preparazione al Natale, ma un’occasione meravigliosa per incrociare più di mille volti bisognosi di luce e di speranza. I nostri giovani hanno accolto numerosi l’invito a “Have no Fear”, probabilmente con il forte desiderio di liberarsi dalle loro numerose paure: paura del futuro, di restare soli, di non piacere, di soffrire, di non essere amati o paura di sbagliare, per questa ragione abbiamo posto davanti a loro due immagini, l’icona di Maria, Madre e Maestra dei giovani e quella di un giovane funambolo che con destrezza cammina sulla corda senza paure, sapendo che deve guardare solo davanti a sé, fuori di sé per raggiungere il traguardo. I nostri giovani sono tornati a casa saltellando di gioia per aver superato l’apatia e la paura, sono sorti in loro nuovi obbiettivi per la costruzione di un mondo migliore. Sono certo che hanno saputo accogliere l’invito del Papa fatto a Rio de Janeiro durante la GMG 2013, quello di “non guardare dal balcone la vita”, bisogna cominciare da subito a sporcarsi le mani iniziando ad aprire il cuore a Gesù che indica la via possibile facendo da parte la paura del proprio sé nell’avvento del Tu di Dio”.

 

LA MEDITAZIONE

DI FRA’ MATTIA

“La paura bussò alla porta, la fede andò ad aprire e non c’era più nessuno”.   

Con questa efficace frase attribuita a un Rabbino, si è conclusa la meditazione-dialogo di Fra’ Mattia, un francescano di Vicenza, con gli oltre mille giovani partecipanti sabato scorso, 2 dicembre, alla veglia nella Basilica Cattedrale. Le paure e il modo di affrontarle hanno costituito il tema centrale della meditazione, in linea con il titolo della veglia proposto dagli organizzatori: “Have no Fear” (non avere paura). “Apri il cuore e le orecchie”, ha esordito Fra’ Mattia, rivolgendosi ai giovani in ascolto, “ho una buona notizia per te”. La proposta di una Parola che il frate ha potuto elaborare, nel tempo, ponendosi in attento ascolto di tanti giovani. Chiedendosi, altresì, “cosa vorrebbe dire Dio a questo ragazzo impaurito per le sue ansie, le sue emozioni, le fatiche e anche i rapporti difficili con i genitori”? E rivolgendosi direttamente a ogni singolo giovane, gli ha proposto una possibilità: “ti senti di chiedere a Dio di abitare in una tua paura”? Anche perché ci sono “paure che sono la mangiatoia dove Gesù vuole venire a nascere”. E poiché la paura è un’emozione, è necessario, prima di tutto, sapere cos’è un’emozione. “Dio le emozioni le ha pensate per te, ha detto, perché la tua vita fosse più bella; senza emozioni, senza il battere forte del tuo cuore davanti a un amore che nasce, la tua vita sarebbe stata in bianco e nero”. Ben vengano, quindi, le emozioni, ha affermato, se queste aiutano a crescere nella fede, nella sapienza e nel coraggio per affrontare la vita! Non una sola emozione, allora; il Buon Dio per i giovani ne ha pensate, addirittura, di quattro tipi: « “Le emozioni “verso” (la gioia, lo stupore); le emozioni “senza”, cioè il vuoto dentro, quell’emozione che è bella proprio perché ti fa rinascere; le emozioni “contro”, perché la rabbia è sempre manifestazione di un tuo bisogno; e, infine, le emozioni di “chi ha da”». “Dio quando ti fa un dono, e questa è la seconda notizia, ha detto Fra’ Matteo, te lo fa nella logica di un bene, per coinvolgerti in un cammino da fare insieme. A te è chiesto soltanto di gestire le emozioni, il resto lo fa Lui”. La buona notizia, allora, è che “Dio ti ha dato il seme che tu sarai capace di fare germogliare per farne un capolavoro”. E il capolavoro consiste nel trovare il coraggio di non scappare come fece Adamo quando si trovò, improvvisamente, nudo per avere disobbedito a Dio, ma, come fanno le persone coraggiose, “trovare il coraggio di guardare dentro di sé e non scappare”. Anche perché, fuggendo, “la paura non ti fa volare alto e tu sarai sempre mediocre. Non scappare, quindi, punta alto”! In alto, ha continuato, fino a incrociare lo sguardo di Maria “che ci insegna come si vincono le paure”. Maria, infatti, è capace di ascoltarsi dentro, di chiedersi cosa le sta accadendo e di dare un nome preciso a questa paura.  Maria da quel momento vedrà la sua vita cambiare. “Dovrà spiegare della sua gravidanza, dovrà poi scappare con il Bambino”. E da Maria apprendiamo che il suo “sì” è dato al Progettista del quale Lei e anche tu ti devi fidare. E come Lei, scoprirai, allora, che per salvare la tua vita devi perderla per qualcuno”. Abbi, allora, il coraggio, ha concluso,  “di conoscere le tue paure, di dargli un nome e di affrontale con l’aiuto di chi Dio mette al tuo fianco”. E allora, come il rabbino potrai scoprire che: “La paura bussò alla porta, la fede andò ad aprire e non c’era più nessuno”.

                                                                                                                     P.M. ( La Vita Diocesana n.19 del 10 Dicembre 2017)

Comments (warp)

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    Piero Cattaneo

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    Molto innovativa e profonda la riflessione di fra mattia. Complimenti per la bella iniziativa. Bravi si giovani promotori e al Direttore della Pastorale Giovanile della Diocesi di Noto

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