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Il Vescovo Antonio invita i giovani a Noto il 30 aprile, per celebrare in Cattedrale il Giubileo della Misericordia

Il Vescovo Antonio, benedice i giovani

Il Vescovo Antonio, benedice i giovani

Carissimi Giovani,
domani 30 aprile vi aspetto tutti a Noto nella nostra Basilica Cattedrale alle ore 19,30 per celebrare con voi il Giubileo della Misericordia. Volevo ancora comunicare con voi per dirvi che un altra dimensione possibile non esiste per stare bene e in pace con noi stessi, se non lasciarsi ferire dall’Amore di Dio, dall’Amore per gli altri, dall’Amore coniugale, da quell’Amore eccentrico di un Cristo che perde la sua vita, per risorgere nella vita, di quanti lo accolgano dentro di sé. Solo in questa dimensione, l’Amore è a tempo indeterminato, scalda le nostre vite, lo sentiamo dentro fino in fondo, a donarci sollievo, identità, ricordo, respiro, speranza, attesa di meraviglie che ancora dovranno arrivare.
Se lo sperimentiamo, anche una sola volta, ci lasciamo cullare e maturare nel cuore. A questo punto, il cuore “può andare dove vuole”, perché di sicuro punterà verso l’alto, di un’amicizia onesta, di una fedeltà gioiosa, di una donazione senza condizioni, di una intensità affettiva senza misura e senza calcolo: insomma, in luoghi inesplorati e verso mete che non si sarebbero potute mai immaginare. L’amore, quando è amore, è sempre fantasioso, infinitamente, nella creazione di relazioni nelle quali la vita si rinnova e si apre alla meraviglia del non sentirsi soli e del sapere di essere creature amate. «L’amore – ha scritto Novalis in uno dei suoi Frammenti – è il fine ultimo della storia universale, l’amen dell’universo». Si! ha ragione quel monaco induista: “Colui che ama vive, colui che è egoista muore. Pertanto, ama senza condizioni, così come respiri per vivere, perché l’amore è l’unica legge della vita”. E allora è proprio belle venire a sapere che “Dio è amore”. Rientrato da Città del Messico con la benedizione di Nostra Signora di Guadalupe…stiamo tutti… bajo su manto y en su regazo…Vi abbraccio di cuore +donTonino

Mons Staglianò scrive ai giovani che incontrerà sabato 30 aprile. Si può ritrovare: “la voglia di sorridere e di perdonare”

Carissimi Giovani,gdgstagliano
alcuni testi di Sanremo 2016 sono di grande spessore culturale, capaci di intercettare problemi veri dell’umano di oggi, omologato e inebetito, mentre “cala il vento, nessun dissenso, di nuovo tutto tace” e gli “stupidi sensi di colpa per quel desiderio di piacere” che conferisce primato all’occhio dell’altro (in questo caso il maschio versus il “sesso debole”) puntando più su quello che gli altri devono vedere della propria bellezza che non su ciò che veramente si è e conta e vale: “la debolezza di essere ancora come la vogliono gli altri”. Grande Noemi! Ritorna con nuovi accenti a scandagliare le difficoltà dell’umano (ciò che interessa la donna, interessa la relazione umana) con nuovi accenti rispetto a Vuoto a perdere. Più poesia, per dire che, dentro le difficoltà, si può descrivere la grandezza del dramma umano, nel tempo che passa, e “non si può fermare” e che si porta via inverni, nuvole, dubbi e miracoli. Svanisce la bellezza di cui non si è mai contenti in nessuna età (e “dopo” capisci quanto eri bella prima e non lo capivi). Intanto tutto ciò che negli anni si è smarrito, . Certo, tutto è precario, fragile, incostante, anche l’amore. Tuttavia la memoria è come un’invocazione dal di dentro alla durata che l’amore esige: “pensavi che ci fosse rimasto un po’ di spazio per un altro amore. Invece, nella borsa di una donna, non c’è posto per dimenticare”. Interessante, santa giornata +don Tonino

Il Vescovo Antonio Staglianò scrive ai giovani

Vescovo

Antonio Staglianò, Vescovo di Noto

Carissimi Giovani,

prescindendo dall’operazione “ideologica” che in Sanremo ha avuto luogo, per esempio, quando gli artisti invitati hanno cantato con in mano un nastro “arcobaleno” mentre in parlamento si discuteva sulle unioni civili (interpretate come “nozze gay”), si deve ammettere che questo appuntamento canoro diventa sempre più importante come “un tempo e uno spazio” di comunicazione plurale di visioni del mondo e della vita. I temi trattati sono tanti e tutti, ovviamente, “umani”: il fallimento, la delusione, la chiusura, il disagio sociale e la depressione dell’economia, l’odio da respingere, il tempo che scorre nel vuoto della superficialità, la donna, la relazione tra gli uomini e, soprattutto, l’amore. C’è una comune concordanza nella critica alla società dell’ipermercato e la sua mentalità consumistica e materialistica. Penso alla Borsa di una donna di Noemi e a quei “milioni di scontrini, inutile anestetico del suo dolore” e alla “folla in coda negli store dell’inutilità” in Amen di Francesco Gabbani. Tanti saluti da Città del Messico, dove mi trovo in pellegrinaggio con 9 sacerdoti e 23 fedeli laici, +don Tonino

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