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Archivia per marzo, 2016

Giornata Mondiale della Gioventù 2016 a Cracovia

gmg1_fotoDal 26 al 31 luglio 2016: queste le date ufficiali della Giornata Mondiale della Gioventù che si svolgerà a Cracovia. ll programma della Giornata Mondiale della Gioventù è fatto di Eventi Principali, ovvero gli appuntamenti con il Santo Padre e di eventi di accompagnamento spirituale e culturale, come liturgie, catechesi, incontri con comunità e movimenti religiosi, concerti e spettacoli. 

 EVENTI PRINCIPALI

Gli eventi principali  sono gli incontri più importanti della Giornata Mondiale della Gioventù, durante i quali tutti i giovani pellegrini vivono in prima persona la grande festa della fede. A Cracovia nel 2016 si procederà come segue:

Messa di Apertura (Martedì, 26.07)

Gli atti centrali sono gli incontri principali della Giornata Mondiale della Gioventù, in cui i pellegrini vivono tutti insieme la grande festa della Fede. La Messa di Apertura, presieduta dal vescovo del luogo, inaugura questo evento molto speciale. In tal modo, viene evidenziato il carattere internazionale dell’incontro e si presenta il “padrone di casa”: il paese che ospita la gioventù di tutto il mondo. Anche gli indecisi sono invitati a prendere parte alla Giornata Mondiale della Gioventù. La Santa Messa di Apertura avrà luogo il pomeriggio di martedì 26 Luglio 2016 a Cracovia. 

Cerimonia d’Accoglienza (Giovedì, 28.07)

Un evento importante è il primo incontro con il Santo Padre, la Cerimonia d’Accoglienza, momento di grande gioia grazie alla presenza del Vicario di Cristo sulla terra e dell’unione in preghiera insieme a lui. La celebrazione si compone della Liturgia della Parola e del primo discorso del Santo Padre. Questa cerimonia ha carattere internazionale. Durante la GMG a Cracovia, incontreremo il Santo Padre giovedì 28 Luglio. La cerimonia di benvenuto del Papa incoraggia sempre i giovani del paese che accoglie a unirsi all’evento in maniera attiva.

Via Crucis (Venerdì, 29.07)

All’interno degli Celebrazioni Principali il venerdì si celebrerà la Via Crucis, mettendo in risalto la dimensione penitenziale della Giornata. La Croce della GMG viene caricata durante tutta la processione: i giovani camminano lungo il percorso indicato dando testimonianza della propria Fede (spesso la Via Crucis si realizza allo stesso tempo in vari punti della città). Così, i giovani del mondo avranno modo di incontrarsi a Cracovia con il Cristo Crocifisso e la celebrazione si svolgerà il 29 Luglio 2016.

Veglia con il Santo Padre (Sabato, 30.07)

Il momento di maggiore raccoglimento all’interno degli Celebrazioni Principali è la Veglia con il Santo Padre. È un momento molto intenso, di preghiera e incontro con Cristo. Il clima che si riflette è di piena riflessione ma, allo stesso tempo, di gioia. In questo modo, l’ambiente giovanile della GMG viene messo in risalto. I partecipanti dell’incontro a Cracovia, insieme al Santo Padre, prenderanno parte all’adorazione al Santissimo la sera di sabato 30 luglio 2016. 

Santa Messa Finale (Domenica, 31.07)

Il 31 Luglio 2016 si terrà l’ultimo incontro dell’evento: la Santa Messa Finale, celebrata dal Santo Padre. È il momento più solenne della Giornata Mondiale della Gioventù e il culmine di tutti gli atti. Durante l’Eucaristia, il Santo Padre “invia i giovani per il mondo intero”.

In conclusione, durante la preghiera dell’Angelus, il Santo Padre annuncia, secondo la tradizione, la sede e la data della successiva Giornata Mondiale della Gioventù.

ALTRI EVENTI

Catechesi (mercoledì, giovedì, venerdì)

La catechesi sono tenute in diverse lingue dai vescovi di tutto il mondo. Portano ai pellegrini il  messaggio di benedizione”Beati i misericordiosi, perché troveranno misericordia” (Mt 5,7), scelto dal Santo Padre in occasione della Giornata Mondiale della Gioventù XXXI a Cracovia. Le catechesi si svolgeranno per tutta la città, sia nelle chiese che in altri luoghi, scelti in modo da garantire che tutti i giovani vi possano prendere parte.

Durante ld catechesi i sacerdoti preparano i giovani a comprendere il significato del sacramento della penitenza e della riconciliazione, che i giovani possono ricevere prima di mezzogiorno. Tutte le catechesi si concludono con la celebrazione eucaristica.

Festival della Gioventù (martedì, mercoledì, giovedì, venerdì)

Si tratta di un programma religioso e artistico-culturale, che si svolge nel pomeriggio e la sera durante i tre giorni di catechesi, fatta eccezione per il tempo occupato dagli Eventi Principali. Il Festival della Gioventù comprende iniziative artistiche ad accesso libero e gratuito, di tipo religioso e spirituale. In questa parte della GMG si può assistere a una varietà di concerti, mostre, workshop, eventi sportivi, teatro, etc. Il Festival della Gioventù è un’offerta per i pellegrini preparata dai pellegrini – ognuno ha la possibilità di partecipare non solo come spettatore, ma anche come artista o organizzatore.

Molte comunità, congregazioni e movimenti religiosi si occupano dell’aspetto spirituale del Festival della Gioventù durante la GMG.  Nel 2016, le chiese di Cracovia e i dintorni, piazze, parchi, giardini; campi da gioco, sale, stadi sportivi e istituzioni culturali diventeranno un luogo di incontro per la preghiera e l’evangelizzazione dei gruppi di giovani polacchi e provenienti da tutto il mondo.

Centro delle Vocazioni (martedì, mercoledì, giovedì, venerdì)

Il Centro delle Vocazioni è un luogo per presentare le iniziative di ordini religiosi, scuole e università cattoliche, case editrici religiose, organizzazioni missionarie, movimenti e comunità nazionali e internazionali.

L’obiettivo del centro è quello di mostrare ai giovani pellegrini modi diversi per attuare la proprio vocazione nella Chiesa e incoraggiare a cercare risposte alla domanda riguardo a  ciò che Dio si aspetta da ciascuno di noi. Il Centro delle Vocazione dà anche la possibilità di conoscere la ricchezza spirituale della Chiesa.

Incontro dei volontari con il Papa (domenica)

Alla fine di ogni Giornata Mondiale della Gioventù, poco prima di lasciare il paese ospitante, il Santo Padre incontra coloro, senza i quali l’organizzazione della Giornata Mondiale della Gioventù non sarebbe possibile. Domenica pomeriggio, Papa Francesco ringrazia le migliaia di volontari da tutto il mondo per il loro servizio ricco di devozione, ricompensandoli con la sua vicinanza per le fatiche dei giorni precedenti.

Modulo d’Iscrizione

Manifesto 12

Dal 23 al 25 Aprile 2016. Giubileo dei ragazzi a Roma

giubileoLa GMG 2016 ha come grande scenario il Giubileo della Misericordia indetto da Papa Francesco nello scorso mese di marzo: il raduno mondiale di Cracovia sarà anche il Giubileo per i giovani del mondo alla presenza del Papa. Nel calendario degli incontri del prossimo anno, c’è un appuntamento che si pone in continuità con il Giubileo dei giovani: è l’incontro per i ragazzi dai 13 ai 16 anni che si svolgerà a Roma nei giorni 23/24/25 aprile 2016. In questo modo sarà possibile costruire percorsi e proposte in favore di tutto il mondo giovanile, differenziando le proposte per queste due fasce d’età: la prima (più legata al mondo degli adolescenti) con l’esperienza di Roma in aprile, la seconda (per i giovani) con l’esperienza di Cracovia.

Il Giubileo dei ragazzi è stato strutturato in quattro momenti.

Il percorso ha inizio con la preparazione al Sacramento della Riconciliazione che avverrà presso le 3 chiese giubilari dedicate: San Salvatore in Lauro, Santa Maria in Vallicella e San Giovanni dei Fiorentini.

L’Itinerario prosegue attraverso Ponte Sant’Angelo e Ponte Duca D’Aosta, per raggiungere Piazza Pia di fronte a Castel Sant’Angelo, dove inizia il percorso guidato della Conciliazione per arrivare a Piazza San Pietro. Arrivando attraverso Via della Conciliazione a Piazza San Pietro si accede alla Piazza per la Celebrazione del Sacramento della Riconciliazione che si svolgerà all’interno del Colonnato dove saranno presenti i confessionali.

Terminata la confessione i ragazzi potranno passare attraverso la Porta Santa. Seguendo il percorso all’interno della Basilica si arriva alla Tomba di Pietro per la professione di fede.

Attenzione! L’accesso al percorso dei pellegrini sarà consentito solamente a coloro che mostreranno il pass presente nel kit del pellegrino.

 LA FESTA DEI RAGAZZI 

Sabato 23 aprile, coloro che avranno concluso il percorso giubilare, potranno raggiungere lo Stadio Olimpico per la festa dei ragazzi. Tempo stimato a piedi 2 ore da San Pietro. Durante il tragitto verranno allestiti stand per la consegna del Pocket Dinner a coloro che ne avranno fatto richiesta seguendo le indicazioni nel form on line. La festa terminerà intorno alle 22.00.

 LA SANTA MESSA CON PAPA FRANCESCO

La mattina di domenica 24 aprile, alle ore 10.00, è prevista la Santa Messa con Papa Francesco. A seconda del numero di pellegrini iscritti e presenti in Piazza verrà stabilità una eventuale area riservata ai pellegrini rispetto agli altri fedeli.

 LE TENDE DELLA MISERICORDIA

Sette piazze nel centro storico di Roma ospiteranno sette tende che racconteranno ai pellegrini e ai cittadini di Roma e del mondo le testimonianze sulle opere di misericordia spirituale e corporale. Ecco le piazze coinvolte: Piazza della Minerva, Piazza del Popolo, Piazza Farnese, Piazza Navona, Piazza S. Maria in Trastevere, Piazza. S. Maria in Vallicella, Piazza Pia a Castel Sant’Angelo. Visto il programma intenso delle giornate sarà probabilmente possibile girare il centro di Roma e visitare il le tende o sabato stesso la mattina o subito dopo il passaggio alla Porta Santa (prima di dirigersi allo Stadio Olimpico per la festa) oppure la domenica pomeriggio dopo la messa e, per chi prolungherà il soggiorno a Roma anche durante la giornata di lunedì 25 aprile.

Per l’occasione è stato pensato anche un kit del pellegrino. A breve saranno disponibili anche i sussidi per la riflessione e l’approfondimento.

Qui il programma e tutte le informazioni utili per l’iscrizioni tramite il Servizio di Pastorale Giovanile della Diocesi di Noto

 

I responsabili della Pastorale Giovanile Diocesana intervistati a Radio Maria da Massimiliano Casto. L’intervista integrale a don Rosario Sultana

img_0008.jpgDon Rosario Lei è direttore della pastorale giovanile da pochi mesi ma è sempre stato attento ai ragazzi e conoscitore del “pianeta giovani”. Può indicare i tratti della sua lettura del mondo giovanile, per coglierne le sfide più urgenti?

Credo che da una lettura del mondo giovanile possiamo raccogliere una sfida e un’opportunità pastorale nella corretta gestione del tempo libero inteso come luogo «nuovo» dell’identità della persona, in alternanza ai quei luoghi ormai logori (scuola, lavoro, famiglia, chiesa, politica), e come «contenitore» disponibile, per la crescita individuale e sociale delle nuove generazioni. Il tempo libero come dimensione poco conosciuta della nuova esperienza vitale del tempo in generale, che sembra caratterizzare il vissuto delle nuove generazioni giovanili. Esistono alcune ipotesi sociologiche, concernenti il tempo libero:

Il tempo libero come tempo debole,  residuo, marginale; da definire in rapporto al tempo forte che è quello dedicato all’attività produttiva.  

Il tempo libero, proprio perché tempo debole, residuo e marginale, molto spesso viene inteso come non funzionale alla crescita della persona, alla costruzione d’identità individuale e collettiva, al benessere della comunità; infatti secondo un pensiero dilagante è solo il luogo del relax, consumo, disimpegno, cioè di attività funzionali al recupero delle energie da spendere nel tempo forte. Credo piuttosto che il tempo libero sia il luogo «nuovo» dell’identità e della formazione del carattere, della personalità, in alternanza ai luoghi ormai logori. Dunque ritengo che una delle sfide più urgenti stia in una nuova valorizzazione del tempo libero come quel «contenitore» disponibile, per la crescita individuale e sociale dei giovani. E perciò non più come tempo debole, residuo, marginale. Il tempo libero come risorsa effettiva. A questo proposito sembra si possa dire che Musica, cinema e sport occupano la parte più consistente del tempo libero dei giovani, ed è proprio in questi luoghi del tempo libero che deve innervarsi l’azione pastorale della chiesa a favore dei giovani. Dunque una delle sfide più urgenti sia la valorizzazione del tempo libero.

Il primo appuntamento nella Sua nuova veste di direttore dell’Ufficio Pastorale Giovanile è stata l’organizzazione della Veglia di Avvento con l’organizzazione delle confessioni itineranti dei giovani. Una bella iniziativa che ha avuto un grande riscontro e a cui anche la Cei è stata interessata. Ce ne vuole parlare?

Stiamo celebrando l’anno Giubilare della misericordia voluto da Papa Francesco, il quale ci chiede ogni giorno di far toccare, sperimentare a tutti la tenerezza di Dio con l’esercizio della misericordia. Da qui l’idea di realizzare una veglia diocesana itinerante dove sacerdoti, provenienti da diversi vicariati della diocesi, hanno offerto ai nostri giovani l’opportunità di celebrare il sacramento della riconciliazione durante la veglia itinerante. E’ stato un percorso spirituale tutto itinerante, dalla cattedrale di Noto fino a raggiungere la piazza del SS. Crocifisso da dove vi si affaccia il carcere, luogo nel quale i giovani hanno potuto ascoltato la testimonianza di conversione di un detenuto. I giovani durante la veglia, hanno ascoltato la storia esemplare di Santa Maria Goretti, la giovane martire della purezza, attraverso il racconto drammatizzato di un giovane attore che interpretava il suo assassino Alessandro Serenelli, che poi scontò la sua pena per ben trent’anni nel carcere di Noto, dove si compii il suo pentimento e la sua conversione. Durante la veglia i giovani sono stati invitati ad aprire la porta del loro cuore sperimentando durante il percorso della veglia itinerante la gioia del perdono mediante la confessione sacramentale.

La Confessione sacramentale ha un valore pedagogico. Se è vero che è sempre necessario salvaguardare l’oggettività degli effetti del Sacramento e la sua corretta celebrazione secondo le norme del Rito della Penitenza, non è fuori luogo riflettere su quanto esso possa educare la fede, sia del ministro, sia del penitente e dunque del giovane. La fedele e generosa disponibilità dei sacerdoti all’ascolto delle confessioni, sull’esempio dei grandi Santi della storia, da san Giovanni Maria Vianney a san Giovanni Bosco, da san Josemaría Escrivá a san Pio da Pietrelcina, indica a tutti noi come la confessione e non solo il confessionale possa diventare un reale “luogo” di santificazione.

 Attraverso le confessioni fuori dal confessionale e dalla fila dei penitenti in attesa abbiamo voluto offrire ai giovani la possibilità di un contatto più diretto tra persone, creando un contesto di una relazione più umana e amicale tra sacerdote e giovane, credo che ai giovani piaccia sperimentare la vicinanza e la misericordia di un Dio fatto persona, un Dio che tende la mano, che ci accarezza per offrire la tenerezza della misericordia.

Don Rosario, quale immagine di giovane cristiano ha in mente come obiettivo finale della pastorale giovanile? 

Con don Bosco potrei dire che l’obbiettivo ultimo della pastorale giovanile è quello di formare un buon cristiano e un onesto cittadino. Basta! Basta con la schizzofrenia della vita: in chiesa sono religioso mentre nella società e nel mondo vivo come se Dio non esistesse. Il Concilio Vaticano II ci ha ricordato che “chi segue Gesù, l’uomo perfetto, diventa lui pure più umo”. Essere credenti significa essere pienamente umani, direi principalmente umani, cioè adulti, capaci di responsabilità, capaci di amare fino al dono della propria vita. In altre parole, il giovane cristiano è colui che,  assumendo una delle indicazioni più felici de «Il rinnovamento della catechesi», vive sapendo integrare la sua fede e la sua vita-  Il confronto con Gesù costringe ad accogliere certe cose con gioia e a rifiutarne altre con lo stesso entusiasmo. Tutto questo non è «rinunciare», ma portare a pienezza la propria umanità. L’obbiettivo  finale della pastorale giovanile, secondo me, non è fornito da indicazioni teoriche e nemmeno da un manuale di buoni consigli. È piuttosto una persona, Gesù di Nazareth e il suo progetto di esistenza; non viene prima di tutto la conoscenza, ma l’innamoramento. Penso ancora a Don Bosco, per dire le cose da un concreto vissuto. Don Bosco diceva, con grande coraggio e con forza innovativa rispetto al suo tempo: basta che siate giovani e io vi voglio bene. Il criterio che permetteva a Don Bosco di guardare la realtà e di decidere da che parte stare e come intervenire, era l’amore che portava ai giovani, sapeva stare con loro. Essi erano il suo tesoro, il luogo in cui si posava il suo cuore.

Questo è il giovane cristiano per la cui maturazione impegniamo tutte le nostre risorse: un giovane capace di vedere la realtà, di giudicarla, di intervenire per trasformarla. Mi rendo conto che questo forse è un sogno. Ma se non abbiamo sogni di alto profilo, non riusciremo mai a fare gli educatori e, men che meno, gli educatori cristiani, impegnati nella pastorale giovanile. L’educatore dei giovani deve saper STARE con loro.

 

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