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16-18 NOVEMBRE: III CORSO YOUTH IN PROGRESS – NELLO SGUARDO DI UN ALTRO

20 Nov 2018
equipe

Dal 16 al 18 Novembre, si è svolto presso il Santuario Madonna della Scala in Noto, il terzo corso di formazione diocesano per educatori di pastorale giovanile “Youth in progress”, organizzato dall’ufficio di Pastorale dei  Giovani della Diocesi di Noto. Fra Mattia Negri ofm, è stato il relatore che in questi giorni  insieme alla sua collaboratrice Laura Giulian, ci hanno guidato verso una nuova dimensione dell’essere educatore.

Sin da subito Fra Mattia, ci ha posto degli interrogativi, dicendoci che prima di essere degli educatori, prima di porre degli interrogativi ai nostri ragazzi, dobbiamo noi stessi capire “ dove sta il mio cuore?” per poi poter crescere nell’Amore con il ragazzo che ci viene affidato ed essere veri testimoni. Tutto ciò è possibile solo quando prima di ogni azione, prima di ogni incontro, prima di qualsiasi cosa mettiamo al centro la parola per eccellenza, la Parola di Dio, se ci facciamo condurre da Lui, citando le parole del relatore << ogni ostacolo può diventare un’occasione >>.

Essere educatori è una responsabilità sia per se stessi che per l’altro, ma per poter essere educatori, al di là dei vari studi pedagogici e psicologici, occorre predisporsi nell’ottica dell’Amore che ti conduce nell’ottica dell’Ascolto. Il ragazzo che ci chiede di essere ascoltato, ci chiede il nostro tempo e la nostra attenzione, in quel momento lui ha più importanza di ogni altra cosa. I ragazzi sono il nostro prossimo e Dio pone in noi la fiducia per comunicare il Suo amore ai ragazzi che ci vengono affidati, ecco perché l’Amore ha bisogno di volti ben precisi! Tante volte i ragazzi hanno un vuoto di amore da colmare, si sentono calpestati e derubati dalla vita. La bellezza dell’essere educatore, è avere la consapevolezza che ognuno di noi ha dei limiti e non sempre siamo dotati di tutti gli strumenti per poter aiutare il nostro prossimo, ecco perché è importante lavorare in equipe e formarsi per avere sempre degli strumenti in più.

Gli argomenti oggetto del corso sono stati: il terreno della semina, l’umanità dell’adolescente; i comportamenti inadeguati dell’educatore; gli strumenti metodologici per la catechesi; gli strumenti metodologici per la condivisione di gruppo; gli strumenti metodologici per il colloquio personale e una proposta di catechesi madre da proporre come percorso annuale per gli adolescenti.

Questi strumenti conducono alla maturazione di cinque frutti: costruzione dell’identità (che ha a che fare col progetto di Dio); gestione matura delle relazioni; gestione matura del mondo affettivo; entrare nella logica dello Spirito; e la relazione con Dio Padre che è nei cieli.

A questi fruttivogliono condurre le tematiche importantissime dell’amicizia, dell’affettività, delle immagini di Dio, del rapporto con i genitori, degli idoli, ecc…

Durante il corso si sono condivisi i pasti e diversi momenti di preghiera; e sabato il nostro vescovo Mons. Antonio Staglianò celebrando la “nuova” messa dei giovani,  durante l’omelìa ci ha invitati a sognare ad occhi aperti, ad essere educatori mossi dalla passione, quella stessa passione che Dio Padre ha avuto nel mandare per noi Suo Figlio Gesù.

Sono stati tre giorni che hanno arricchito il patrimonio umano e di fede di noi che vi abbiamo partecipato, ( insieme ad altri circa 50 laici, religiose e sacerdoti) dandoci gli strumenti “magici” da utilizzare nelle realtà quotidiane in cui operiamo con e per i giovani, una “fonte” a cui attingere per approcciarci in maniera più competente alle problematiche che oggi affollano il loro cuore e la loro vita.

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